Omicidio piccolo Loris , a 5 anni dall’omicidio la Cassazione decide

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Giovedì prossimo la Corte di Cassazione dovrà decidere sulla conferma o meno della condanna a 30 anni di reclusione per Veronica Panarello, la donna accusata di avere ucciso il figlio Loris di appena 8 anni. La condanna le è stata inflitta dalla Corte di assise di appello di Catania lo scorso anno a conferma del giudizio di primo grado emesso dal giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Ragusa.
La vicenda di Veronica Panarello e del piccolo Loris risale al 29 novembre del 2014. La donna, madre anche di un altro bambino, denunciò la scomparsa del primogenito a Santa Croce Camerina, nel Ragusano, ma il corpo senza vita del ragazzino fu ritrovato quello stesso pomeriggio in un canale asciutto in una zona del paese chiamata ‘Vecchio Mulino’. L’8 dicembre Panarello fu arrestata con l’accusa di omicidio, arresto poi convalidato.
Il processo ha avuto inizio con rito abbreviato il 20 giugno del 2016, la prima sentenza è stata emessa il successivo 17 ottobre ed ha condannato Veronica a 30 anni di carcere per omicidio e occultamento di cadavere. Condanna confermata in secondo grado. Una sentenza contestata dal difensore Francesco Villardita che ha fatto ricorso in Cassazione.
Veronica Panarello si trova attualmente nel carcere Le Vallette di Torino. Di recente il gup di Catania l’ha rinviata a giudizio per calunnia ai danni del suocero Andrea Stival, da lei chiamato in correità.
Adesso mancano davvero pochissimi giorni alla sentenza definitiva.
Se i giudici della Suprema Corte confermeranno la sentenza d’appello, verrà scritta la parola ‘fine’ nel processo per la tragica morte del piccolo Loris; se invece la Cassazione accoglierà i rilievi contenuti nel ricorso della donna, gli atti torneranno all’attenzione della Corte d’assise d’appello di Catania, per un nuovo processo.