Vittoria 15 arresti operazione ” Plastic free”

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Questa notte, a Vittoria scattano le manette per l’ex killer della “Stidda” il pentito Claudio Carbonaro. E’ stato arrestato dalle squadre mobili di Ragusa e Catania, con l’accusa pesante di associazione mafiosa: le indagini coordinate dalla direzione distrettuale antimafia di Catania dicono che Claudio Carbonaro era tornato a indossare l’abito del boss che gestisce affari e impone ricatti. Con lui sono state arrestate altre 14 persone.

In manette anche due imprenditori, l’interfaccia economica della cosca riorganizzata dal pentito. E sono sequestrate cinque aziende che valgono 5 milioni di euro. Carbonaro voleva essere mafioso 2.0, manager di grandi affari. Uno su tutti: lo smaltimento della plastica utilizzata per la copertura delle serre che riempiono la provincia di Ragusa. Un business milionario, sostenuto da finanziamenti pubblici a tanti zeri, perché quella plastica impregnata di fertilizzanti e pesticidi è considerata un rifiuto speciale altamente tossico, che va dunque gestito in modo particolare. Invece, spesso, i fanghi provenienti dalla pulitura delle serre finivano sottoterra. E, adesso, nel cuore della Sicilia c’è una bomba ecologica. La procura contesta anche il reato di traffico illecito di rifiuti, la plastica veniva poi importata al Nord Italia.
Avevano architettato un sistema di scatole cinesi per gestire il business dello smaltimento della plastica delle serre. Cuore pulsante era l’imprenditore Giovanni Donzelli, pure lui finito in manette nel blitz di stanotte: nonostante una condanna per mafia e un sequestro milionario effettuato alcuni anni fa dalla Guardia di finanza, gli affari proseguivano a gonfie vele. Segno della grande capacità dell’organizzazione mafiosa di rigenerarsi. Grazie soprattutto a capitali nascosti.
Agli imprenditori della zona di Vittoria venivano imposte le ditte legate al pentito-boss. Chi si ribellava veniva punito.
In data odierna, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Catania, la Polizia di Stato (Squadre Mobili di Catania e Ragusa) ha eseguito 15 ordinanze di custodia cautelare e 5 sequestri preventivi di azienda nel settore del riciclo plastiche (da qui il nome dell’operazione “Plastic free”. Il provvedimento, disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari di Catania, ha permesso di disarticolare un’associazione per delinquere di stampo mafioso denominata “stidda”. Tra i reati contestati ai soggetti colpiti dall’odierno provvedimento rientrano l’estorsione pluriaggravata, l’illecita concorrenza con minaccia, le lesioni aggravate, la ricettazione, la detenzione ed il porto di armi da sparo, il danneggiamento seguito da incendio, il traffico illecito di rifiuti aggravato. Tutti i reati sono stati commessi con metodologia mafiosa, aggravante prevista dalle norme vigenti.
La Polizia di Stato, attraverso le articolazioni investigative delle Squadre Mobili di Catania e Ragusa, ha raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico degli odierni indagati. In particolar modo, parte dei destinatari della misura cautelare hanno fatto parte di una associazione di stampo mafioso “stidda”, promossa, organizzata e diretta da CARBONARO Claudio, finalizzata, mediante la forza d’intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva, a commettere una serie indeterminata di delitti contro l’incolumità individuale, la libertà personale, il patrimonio e ad acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche legate alla raccolta e al riciclaggio della plastica dismessa dalle serre insistenti in Vittoria e nelle provincia di Ragusa e Caltanissetta.
In particolare, è stato accertato che il sistema messo in atto dagli indagati era finalizzato ad ottenere il conferimento, in via esclusiva, della plastica dismessa dalle serre alla SIDI della famiglia Donzelli, tanto che il Giudice per le Indagini Preliminari ha applicato la misura cautelare nei loro confronti per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. I Donzelli, titolari di più impianti per il riciclo di materie plastiche, riuscivano ad ottenere tale vantaggio economico attraverso l’intimidazione sistematica dei serricoltori e dei raccoglitori di plastica, messa in atto dall’associazione mafiosa, acquisendo una posizione di sostanziale monopolio nel settore.
Di rilievo nella vicenda la posizione di Carbonaro Claudio, il quale, dopo aver completato il percorso come collaboratore di giustizia, ha fatto ritorno dal 2013 a Vittoria, dove negli anni 80/90 si era reso responsabile di atroci crimini (tra gli altri più di 60 omicidi), assumendo un ruolo fondamentale per l’associazione mafiosa e ponendosi a capo dello storico clan Carbonaro-Dominante. In questa occasione Carbonaro ha promosso, organizzato e diretto l’associazione, d’intesa con Donzelli Giovanni (concorrente esterno) e con l’ausilio di D’Agosta Salvatore detto “turi mutanna”, reclutando e coordinando l’attività di raccolta della plastica svolta dai Minardi; quest’ultimi, detti i “barbani”, avvalendosi della capacità di intimidazione promanante dall’appartenenza al sodalizio e dalla conseguente condizione di assoggettamento e omertà, si assicuravano in via esclusiva la raccolta del prodotto, per poi conferirlo, in esecuzioni dei precedenti accordi, esclusivamente presso le imprese della famiglia Donzelli.
L’intervento di Carbonaro nel 2015 ha inoltre permesso di raggiungere un accordo criminale con la famiglia gelese dei Trubia (anche loro colpiti da provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria nissena nel 2016 per i medesimi fatti) per la spartizione dei terreni, difatti i Minardi ottenevano l’esclusiva per la provincia di Ragusa.
Tra gli episodi accertati, nel 2015 D’Agosta Salvatore e Tonghi Gaetano appiccavano il fuoco ad un autocarro di proprietà di una ditta di raccolta plastica al fine di intimidirli e non farli operare sul territorio vittoriese. Nel 2017 Minardi Antonino e Ingala Giuseppe danneggiavano l’autovettura di uno dei responsabili di un’azienda agricola, reo, a loro dire, di aver fatto prelevare la plastica dismessa ad un’altra impresa di raccolta plastica. In quella occasione, venivano arrestati dalla Squadra Mobile di Ragusa due soggetti per detenzione di armi rubate, immediatamente dopo aver commesso il grave atto intimidatorio. Oggi è stato possibile ricostruire la dinamica del grave atto intimidatorio per ottenere l’egemonia nel settore della redditizia raccolta della plastica.
Tra le aggravanti contestate vi è anche la disponibilità di armi da parte degli indagati, difatti le attività di intercettazione hanno permesso di appurare che alcuni sodali, tra cui Carbonaro, D’Agosta, Minardi Antonino e Donzelli, disponevano di armi di diverso tipo. Da ultimo Minardi Antonino è stato arrestato dalla Squadra Mobile di Ragusa per la detenzione di una pistola rubata nel mese di settembre 2019, segno di un’attuale forza del gruppo criminale.
Tra i reati contestati (solo a Donzelli Giovanni, Donzelli Raffaele, Marcellino Andrea, Farruggia Francesco e Longo Giovanni), vi è inoltre la gestione abusiva di ingenti quantitativi di rifiuti. Gli indagati smaltivano abusivamente i fanghi speciali provenienti dal lavaggio della plastica, nocivi in quanto costituiti da terra mista a fertilizzanti e pesticidi. I rifiuti venivano interrati e ricoperti con cemento e asfalto o ancora occultati mediante sversamento abusivo nei terreni adiacenti la SIDI dei Donzelli o in altri terreni di Vittoria, creando un grave danno all’ambiente. La Polizia di Stato ha effettuato durante il periodo investigativo anche riscontri mediante videoriprese delle fasi di smaltimento illegale. I reati ambientali commessi dagli indagati hanno permesso di ottenere maggiori profitti, in quanto lo smaltimento abusivo, privo di tracciabilità (per assenza del FIR), non viene conferito presso una discarica autorizzata, con illecito abbattimento dei costi; è stata elusa anche l’IVA da parte dei commercianti materie plastiche, proprio in virtù di tale smaltimento clandestino.

GLI INDAGATI
CUSTODIA CATUELARE IN CARCERE

1. CARBONARO Claudio, nato a Vittoria (1959)
2. D’AGOSTA Salvatore, nato a Vittoria (1966)
3. INGALA Giuseppe, nato a Vittoria (1983)
4. MINARDI Antonino, nato a Vittoria (1974)
5. MINARDI Crocifisso, detto “Lucio”, nato a Vittoria (1966)
6. MINARDI Emanuele, nato a Vittoria (1970)
7. MINARDI Salvatore, nato a Vittoria (1974)
8. TONGHI Giovanni nato a Vittoria (1981)
9. DONZELLI Giovanni, nato a Comiso (1948)
10. DONZELLI Raffaele, nato a Vittoria (1973)

CUSTODIA CAUTELARE ARRESTI DOMICILIARI

11. TONGHI Gaetano, nato a Vittoria (1982)
12. LONGO Giovanni, nato ad Acate (1964)
13. MARCELLINO Andrea, nato a Siracusa (1984)
14. MINARDI Salvatore, nato a Vittoria (1994)
15. FARRUGGIA Francesco, nato a Vittoria (1977)