IL FALLIMENTO DI THOMAS COOK, LE RICADUTE IN PROVINCIA DI RAGUSA. FEDERALBERGHI: “ECCO COME TUTELEREMO I NOSTRI ASSOCIATI”

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Il fallimento di Thomas Cook, le ricadute in provincia di Ragusa
Federalberghi: “Ci stiamo occupando di monitorare la situazione
e di fornire assistenza ai nostri associati che rischiano
di subire danni in seguito alla bancarotta del colosso inglese”

Anche in provincia di Ragusa il fallimento di Thomas Cook, il grande tour operator inglese, rischia di non passare inosservato. E’ il senso dell’allarme che arriva da Federalberghi Ragusa. “Al di là della tutela dei turisti – dice il presidente provinciale dell’associazione di categoria, Rosario Dibennardo – che ci stiamo occupando di monitorare, visto che sono parecchi nelle nostre strutture provinciali che hanno bisogno di essere rimpatriati, c’è grande preoccupazione per i danni che le imprese nostre associate potrebbero subire in seguito al fallimento in questione. Nel contempo, stiamo suggerendo ai nostri associati di informare eventuali clienti che hanno prenotato con Thomas Cook e che stanno per arrivare che dovranno saldare il conto in albergo per poi chiedere alle competenti autorità inglesi il rimborso di quanto versato al tour operator. Grazie anche all’assistenza di Federalberghi nazionale che ha già immediatamente contattato Hotrec, l’organizzazione europea degli albergatori e le consorelle degli altri Paesi per organizzare il confronto con il liquidatore e coordinare l’azione legale che si renderà necessaria presso i tribunali inglesi, avremo a breve la disponibilità di un questionario per una rilevazione individuale, sulle singole imprese, rispetto ai danni che potrebbero subire. Siamo stati contattati da alcuni alberghi che vantano nei confronti del tour operator dei crediti e che naturalmente sono preoccupati per il fatto di non potere più ricevere queste somme. Insomma, una situazione complicata e molto difficile le cui evoluzioni si conosceranno nel dettaglio tra qualche ora”. E il presidente provinciale Confcommercio Ragusa Gianluca Manenti aggiunge: “Mentre la nostra provincia cerca di farsi valere sul piano turistico, ecco che arriva una mazzata del genere che, naturalmente, frena determinate ambizioni anche alla luce dei rapporti che il territorio aveva instaurato con il suddetto tour operator. Speriamo che le nubi per il momento all’orizzonte possano dissiparsi e che si intravveda qualcosa di più chiaro, a breve, per il futuro”.