IL SINDACO CASSI’, FRATELLI D’ITALIA E IL RAGUSA PRIDE. IL CONSIGLIERE D’ASTA: “QUESTA GIUNTA NON HA UNA MATRICE POLITICA BEN DEFINITA. IL PRIMO CITTADINO RASSICURI GLI AMICI DELL’ARCIGAY”

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IL SINDACO CASSI’, FRATELLI D’ITALIA E IL RAGUSA PRIDE. IL CONSIGLIERE D’ASTA: “CHIEDIAMO AL PRIMO CITTADINO DI CHIARIRE LA SUA POSIZIONE POLITICA E DI RASSICURARE ULTERIORMENTE GLI AMICI DELL’ARCIGAY”

“Ecco, si verifica quello che andiamo dicendo da tempi non sospetti. Questa Giunta non ha una matrice politica ben definita. E sui grandi temi sbanda. L’ecumenismo non paga. Da un lato il sindaco fornisce assicurazioni agli amici dell’Arcigay sul fatto che a Ragusa potrà essere organizzato nel 2020 il primo Ragusa Pride, dall’altro il principale alleato del primo cittadino, Fratelli D’Italia, nonché primo sostenitore politico di Cassì, frena ed esprime il proprio netto dissenso su tale ipotesi e lo smentisce. E Cassì, adesso, che farà? Ribadirà il proprio impegno, si accoderà alle richieste dell’alleato oppure farà finta di niente?”
E’ il consigliere comunale del Pd, Mario D’Asta, a metterlo in rilievo sottolineando che la questione politica di fondo è molto seria e che non può passare sotto silenzio. “Il sindaco afferma sempre che per lui la politica ha una importanza relativa e che va avanti al servizio della città – continua D’Asta – e però, come in questo caso, non si può gettare il sasso nello stagno e poi ritirare la mano. Ecco perché chiediamo a Cassì di riconfermare il proprio impegno nei confronti dell’Arcigay sul Ragusa Pride, anche a dispetto della presa di posizione di FdI. Stiamo parlando di questioni di principio sul piano politico molto importanti con cui occorre confrontarsi. Auspico che si possa uscire fuori di metafora e che il sindaco si pronunci a chiare lettere su ciò che intende fare. Anche perché occorre comprendere se le ricadute dell’incontro dei giorni scorsi tra il primo cittadino e l’Arcigay continuano ad avere un senso oppure hanno perso d’efficacia. Oltre al Gay Pride, su cui Fratelli di Italia si esprime con considerazioni assolutamente non condivisibili, mi corre l’obbligo di impegnarmi affinché ci sia una città più giusta ed inclusiva che lavori per eliminare pregiudizi e discriminazioni”.