Accertamenti tributari Tares-Tari in danno alle Pmi ragusane, D’Asta: “Occorre muoversi con estrema cautela”

194
tares - tari - pmi - d'asta - ragusa

D’Asta, richieste esose di pagamenti rischiano di diventare insostenibili e di mettere al tappeto quel che rimane del tessuto produttivo della nostra città

L’amministrazione comunale di Ragusa ha fatto notificare una serie di accertamenti tributari Tares-Tari ai titolari di imprese artigiane e commerciali operative sul territorio cittadino.

In particolare, insostenibili stanno risultando gli accertamenti tributari per il pagamento della tassa sui rifiuti riferita alle aree scoperte di pertinenza. Accertamenti che sono legati agli anni compresi tra il 2013 e il 2017.

“In complessivo, dunque – sottolinea il consigliere comunale Mario D’Asta che ha sollevato la questione in aula chiedendo conto e ragione al sindaco e agli assessori competenti – una richiesta pesante che, già da tempo, sta creando una grave situazione di allarme e malessere tra le centinaia e centinaia di imprese presenti in città. Stiamo parlando di richieste esose di pagamenti da parte dell’amministrazione comunale che rischiano di mettere in ginocchio il tessuto imprenditoriale della città. Ecco perché ho raccolto il grido di allarme della Cna e mi faccio portavoce delle loro esigenze. C’è la necessità di trovare una soluzione differente rispetto all’applicazione di una tassa ritenuta esosa ed iniqua”.

“Tra l’altro – continua D’Asta – stiamo parlando del pagamento della tassa rifiuti sulle aree scoperte di pertinenza che dovrebbe essere regolamentata con modalità completamente differenti. E’ fin troppo evidente che richiedere un simile esborso alle piccole e medie imprese operanti sul nostro territorio in un periodo critico come quello attuale, significa rischiare di comprometterne la possibilità di ripresa e di rilancio. Mi auguro che l’amministrazione comunale, a cui facciamo appello su tale questione, intenda affrontare la questione di petto incontrando i rappresentanti delle associazioni di categoria con cui concordare azioni di fuoriuscita da situazioni complesse che, certo, non consentono al comparto di garantire gli stimoli adeguati al fine di riavviare le attività al meglio della propria condizione operativa. E’ mia intenzione convocare, in tempi brevi, nella qualità di presidente, la commissione Trasparenza, anche perché è già arrivata in proposito una richiesta da parte della Uil-Adoc (l’associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori). Coinvolgerò, inoltre, tutte quelle associazioni e quelle categorie che vogliono dare un contributo”.