Ragusa, il consigliere D’Asta presenta un ordine del giorno per il futuro dei lavoratori del Corfilac

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D’Asta: “Il Comune di Ragusa, che ha già fatto più del dovuto, potrebbe farsi promotore di un ragionamento complessivo per assicurare le necessarie misure a vantaggio del personale”

 

“Ho letto con grande attenzione quanto sta accadendo in seno al Corfilac. Con il personale dipendente che viene costantemente messo a rischio e che, addirittura, al netto di una soluzione temporanea, rischia di vedersi ridotto lo stipendio di circa il 70% per non parlare della riduzione dei servizi che penalizzano in maniera pesante il comparto”.

A dirlo è il consigliere comunale di Ragusa Mario D’Asta il quale sottolinea che, nella prima seduta utile del civico consesso, presenterà un ordine del giorno per far sì che l’amministrazione comunale possa impegnarsi oltre le proprie competenze istituzionali per avviare un ragionamento politico complessivo che garantisca le dovute tutele a un centro di eccellenza, a chi ci lavora e a chi usufruisce dei servizi.

“In realtà – afferma ancora D’Asta – il Comune di Ragusa si è già adoperato parecchio per il Corfilac, impegnando somme maggiori rispetto a quelle dovute, proprio per garantire e tutelare i lavoratori. Occorre, però, guardare oltre. E, in attesa della scadenza del 30 novembre, è indispensabile fare il possibile, sul piano politico e della contrattazione istituzionale, per ottenere le risposte dovute. Non è ammissibile che la città di Ragusa continui ad essere trattata in questo modo, dimenticata e vilipesa da tutti. Dobbiamo riconquistare un ruolo di centralità che si rende indispensabile affinché non siano smantellate le poche cose buone che ci sono rimaste. E il Corfilac merita grande rispetto per quello che ha dato a un settore cruciale della nostra economia e per quello che potrà ancora garantire. Dobbiamo operare, politicamente, in questa direzione e l’odg che intendo presentare avrà proprio questo taglio perché l’obiettivo specifico da raggiungere è ben preciso e non può prescindere dalle necessarie garanzie future per 38 padri di famiglia, anche se si trattasse di disagi limitati solo a un mese, in questo caso quello di dicembre”.