Siria, scintille fra Trump e Macron

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Macron: operazione in Siria riuscita, il nostro è un intervento legittimo

 

Dopo l’attacco missilistico in Siria, si aprono le prime crepe nell’alleanza fra il presidente statunitense Trump ed il capo dello Stato francese Macron.

“L’operazione è riuscita sul piano militare, i missili hanno raggiunto gli obiettivi, è stata distrutta la loro capacità di produrre armi chimiche. E da parte loro non c’è stata nessuna vittima”: queste le parole del presidente francese nell’intervista in diretta tv sul tema dei raid in Siria.

Aggiunge: “Abbiamo colpito 3 siti di produzione e trattamento di armi chimiche, identificati da mesi, sono stati colpiti: un sito è stato colpito da noi con gli americani e i britannici, il secondo soltanto dagli americani, il terzo solo dai francesi”.

Poco dopo la portavoce della Casa Bianca ha precisato che “il presidente Trump è stato chiaro affermando che vuole un ritorno a casa delle forze americane in Siria”,  e si aspetta che i partner regionali e gli alleati “si assumano una maggiore responsabilità sia militare che finanziaria, per mettere in sicurezza la regione”.

Il presidente siriano Bashar al Assad è convinto che i missili occidentali contro la Siria non avranno altro effetto che “unire il Paese” sotto la sua leadership. Il presidente se n’è detto convinto ricevendo oggi a Damasco una delegazione di politici russi.

E la Russia incassa la bocciatura della sua richiesta di condanna dell’attacco da parte dell’Onu e l’intelligence Usa sembra escludere possibili rappresaglie.

Gentiloni invoca soluzioni diplomatiche, conferma la linea italiana contraria a ogni intervento militare e auspica che non si inneschi una escalation.