Rischio idrogeologico a Ragusa: chiusi 3 cantieri su 16 in programma

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Numerose le opere ambiziose che rischiano, però,  di restare sulla carta

 

Ora più che mai emerge l’obiettivo di arginare il rischio idrogeologico.

A fronte delle risorse che il governo ha stanziato nell’ambito del programma Italia Sicura emerge che i ritardi dei comuni siciliani sono la causa dei mancati investimenti che non solo metterebbero in sicurezza il territorio ma assicurerebbero anche lavoro per maestranze ed imprese.

A Ragusa gli interventi programmati sono ben 16 per un importo di quasi 24 milioni ma solo 3 cantieri sono stati chiusi per un investimento totale di 5 milioni.

Altri cinque cantieri sono in corso per un importo di quasi 13 milioni ma all’appello mancano ben altri otto interventi già finanziati e cantierabili per 6 milioni 300 mila euro.

Uno dei cantieri in esecuzione è quello sulla spiaggia di Punta Zafaglione e Scoglitti dove l’investimento è di un milione 650 mila euro. Virtuoso anche il comune di Chiaramonte che ha speso 660 mila euro per opere di prevenzione di rischio idrogeologico nel centro storico.

A Modica, invece, si attende ancora il progetto per realizzare il consolidamento delle colline Giganta e Monserrato per un importo di 3 milioni di euro. Nel capoluogo ci sono un milione 600 mila euro da spendere per la prevenzione del rischio idrogeologico tra la via Nicastro e la via Addolorata.

Scicli, Pozzallo ed Ispica hanno invece portato avanti opere di prevenzione nelle spiagge di Arizza e S. Maria del Focallo.

Opere ambiziose che rischiano di restare sulla carta non solo per insufficienza di risorse ma anche perché quando i finanziamenti vengono messi a disposizione la macchina burocratica non è pronta, è impreparata perché non ha i progetti esecutivi pronti e così i tempi si allungano a dismisura fino alla successiva emergenza.