Ragusa, aggressione in piazza San Giovanni: le reazioni politiche

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Il giovane immigrato ha iniziato ad aggredire e disturbare gli avventori di un locale di piazza San Giovanni

 

“L’ennesima rissa in piazza San Giovanni a Ragusa, originata da un giovane migrante, ci spinge a mettere in rilievo che il fenomeno è molto serio e va monitorato. Il centro storico superiore deve essere vissuto dalle famiglie e non certo abbandonato a chi, come in questo caso, vuole solo creare scompigli”.

A rilevarlo è la consigliera comunale Manuela Nicita dopo l’episodio verificatosi domenica sera in un locale della piazza che ha fatto seguito di qualche giorno ad un analogo problema registratosi sempre ad opera del richiedente asilo Lamin Njie, 20 anni. In quel caso erano stati gli agenti delle volanti ad ammanettare il gambiano, poi rimesso in libertà e ora arrestato di nuovo dai carabinieri dopo quest’ultimo episodio.

“Chiedo all’amministrazione comunale di farsi parte diligente nel richiedere maggiore attenzione alle forze dell’ordine nelle zone in questione e di sollecitare, se il caso, la convocazione del comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico in seno alla Prefettura di Ragusa”.

Il giovane immigrato ha iniziato ad aggredire e disturbare gli avventori di un locale di piazza San Giovanni.

Sono dovuti intervenire i gestori per invitarlo più volte a desistere, anche perché stava mettendo paura ai bambini dei clienti. Sono poi intervenuti i carabinieri, che, a fatica, lo hanno bloccato e portato via.

“Se non è emergenza, poco ci manca. Il centro storico superiore deve essere vivibile a tutte le ore del giorno e della sera. I problemi determinati dal degrado e da chi, come nel caso di domenica sera, dà in escandescenze mettendo a rischio le famiglie che hanno deciso di fermarsi per un aperitivo in piazza San Giovanni non possono passare sotto silenzio”.

Lo dicono i consiglieri comunali del Pd, Mario D’Asta e Mario Chiavola.

Anche negli uffici della Questura il giovane ha continuato nel suo atteggiamento violento nei confronti dei poliziotti, che hanno dovuto faticare per operare le attività necessarie alla sua identificazione. Al termine delle operazioni, il gambiano è stato rinchiuso nel carcere di Ragusa.