È morto Stephen Hawking, lo scienziato che studiò le origini dell’universo

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L’astrofisico di fama mondiale Stephen Hawking è morto all’età di 76 anni nella sua abitazione a Cambridge. Ha convissuto per oltre 55 anni con una malattia invalidante

 

Lo scienziato della «teoria del tutto» Stephen Hawking è morto all’età di 76 anni. La sua famiglia ha rilasciato una dichiarazione nelle prime ore di questa mattina confermando la sua morte nella sua casa di Cambridge.

«Siamo profondamente rattristati dal fatto che il nostro amato padre sia morto oggi. Era un grande scienziato e un uomo straordinario il cui lavoro vivrà per molti anni. Il suo coraggio e la sua perseveranza con la sua brillantezza e il suo umorismo hanno ispirato persone in tutto il mondo».

Stephen Hawking è stato il più grande cosmologo della sua generazione e soprattutto un’icona mondiale per il suo impegno nella ricerca nonostante l’atrofia muscolare progressiva, sindrome correlata alla Sla.

Tra i suoi contributi più rilevanti: la radiazione di Hawking, la teoria cosmologica sull’inizio senza confini dell’universo e la termodinamica dei buchi neri; la collaborazione con altri scienziati ha contribuito all’elaborazione di numerose teorie fisiche e astronomiche.

Per 30 anni ha occupato la cattedra di matematica all’Università di Cambridge, la stessa cattedra tenuta da Isaac Newton.

Riusciva a comunicare grazie a un sintetizzatore vocale ideato per lui. Ma con il tempo le difficoltà di comunicazione aumentano e nel giugno 2012 si presta a far da cavia a un progetto dell’Università di Stanford per uno scanner cerebrale che consente di tradurre in parole l’attività elettrica del cervello.

Di Stephen Hawking tutto il mondo ha sempre ammirato la sua forza e la volontà di non arrendersi mai davanti a menomazioni devastanti e il suo fondamentale ottimismo verso la vita.