Le meridiane di Giovanni Brinch

Seguendo un raggio di sole: viaggio a ritroso nel tempo

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Lo scorso 15 marzo, presso il Duomo di San Giorgio a Modica, si è tenuta un’interessante lezione sugli orologi solari, rivolta agli studenti del C.P.I.A e delle Scuole Superiori della provincia iblea, promossa dalla dott. Anna Caratozzolo, dirigente del Centro Territoriale Permanente di Ragusa ed organizzata dalla prof.ssa Mirella Spillicchi. Protagonista dell’insolito evento il dott. Giovanni Brinch, stimato professore ragusano di scienze matematiche, biologo, titolare di un Laboratorio di Analisi Cliniche, appassionato di gnomonica (scienza che studia gli orologi solari e le meridiane), nonché realizzatore di numerosi orologi solari distribuiti in tutta Italia. In questa occasione, Giovanni Brinch, annoverato da Nicola Severino, nella sua Breve storia della Gnomonica, “tra i più importanti rappresentanti della gnomonica europea”, ha illustrato ai presenti i risultati delle sue ricerche relative alle verifiche di allineamento astronomico e strutturale della meridiana realizzata dal matematico elbano Armando Perini nel 1895 nel Duomo modicano di San Giorgio, simbolo del Barocco siciliano e bene Patrimonio dell’Unesco dal 2002. Tali studi, svolti insieme al geometra Aldo Guastella, già esposti in occasione del XIX Seminario nazionale di Gnomonica, tenutosi a Cefalù nella primavera del 2014, hanno riguardato il funzionamento di uno dei più affascinanti orologi solari costruiti nel nostro territorio, come strumento di misurazione del tempo. Catturando l’attenzione del pubblico, con un linguaggio semplice e alla portata di tutti, l’esperto ha parlato della stretta relazione tra la Terra e il Sole, portando nella nostra provincia una materia per i più nuova, che tuttavia offre innumerevoli motivi per affascinare i giovani e chi si accosta a questa materia con curiosità ed interesse. Nel suo ampio discorso si è colta la profonda passione che lo studioso ragusano nutre per questi straordinari strumenti astronomici che, spesso abbelliti da fregi e iscrizioni varie, proiettano da millenni le loro suggestive ombre, custodi di una memoria storica ed artistica spesso trascurata, che non possiamo raccontare soltanto col freddo linguaggio della scienza. L’idea di mettermi a cercare, studiare e confrontare le meridiane d’Italia, ed in particolar modo della nostra provincia – racconta il professore – mi è venuta un giorno, alla fine degli anni ’80, osservando, un po’per caso, la parte esterna della Cattedrale di San Giovanni a Ragusa, la cui facciata contiene due opere gnomoniche, diverse tra loro ma entrambe interessanti. Da quel giorno – afferma – ho intrapreso un meraviglioso viaggio a ritroso nel tempo, realizzando il restauro di numerosi orologi solari fra cui, per ricordarne alcuni, nella nostra Cattedrale, nella Villa Polara di c/da San Filippo a Modica, nella Chiesa di San Vincenzo Ferreri di Ragusa Ibla, nella Chiesa di Santa Maria delle Stelle a Comiso e, per ultime, in quella dei Cappuccini del Giardino ibleo. Sebbene oggi – continua il prof.

Brinch – il progresso dell’astronomia sia legato ad una strumentazione sempre più sofisticata, il sistema degli orologi solari, riveste ancora un valore importantissimo, poiché legato alla cultura e alla tradizione di tutti i popoli del mondo: non c’è cultura e non c’è civiltà che non abbia sviluppato delle conoscenze di astronomia, a partire da quelle più semplici relative al sole, e che non abbia costruito, anche per diletto e per abbellimento di edifici, chiese, ville e giardini, strumenti di misurazione del tempo. Quindi guardare avanti, attraverso i nuovi strumenti, è fondamentale per capire sempre meglio il nostro universo; ma è necessario anche guardare indietro, per recuperare la storia e affondare le radici nella nostra tradizione. Sarebbe bello – sostiene l’esperto che di meridiane ne ha costruite diverse in molti istituti scolastici della nostra provincia – che in tutte le scuole si piantasse uno gnomone per terra e si portassero i bambini e i ragazzi a vedere che cosa succede: segnare dove passa l’ombra, a mezzogiorno, giorno dopo giorno. Bisogna sfruttare queste conoscenze per educare ad osservare i fenomeni celesti, per non guardare solo l’orologio o lo smartphone. La conoscenza delle meridiane – conclude Giovanni Brinch – potrebbe trasmettere qualcosa di interessante e utile a tutti.