Nel territorio ibleo il petrolio è ormai finito: l’allarme dei sindacati

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Sindacati allarmati sul drastico calo della produzione di petrolio nel Ragusano e sulla necessità di riconvertire l’attività

 

Adesso un altro allarme: “I giacimenti delle concessioni minerarie di Ragusa sono stati sfruttati al massimo della loro capacità nominale e non coltivati, invece, come avrebbero dovuto, con il risultato contabile di una perdita che va oltre i 7.000 barili al giorno in meno nel nostro territorio”.

Continuano: “Il greggio di Ragusa passa da una produzione straordinaria di 9.200 barili/giorno nel 2014 a quella di 2.400 registrata al 31 dicembre del 2017. La concessione storica di Ragusa, oggi, non produce più: è ferma”.

In attività, per l’estrazione di olio, rimane solo Tresauro, lì dove Eni è in partnership con Edison e Irminio per la concessione Sant’Anna.

Ma entrambe le concessioni necessitano di interventi straordinari di manutenzione al fine di salvaguardare i pozzi e quindi la risorsa che non è solo mineraria.

Per il sindacato di categoria occorre prendere atto della situazione e capire che si deve intervenire anche suggerendo dei cambiamenti di produzione ma evitando di abbandonare il settore perché si perderebbero vari posti di lavoro  si determinerebbero meno introiti per l’area.

“La Sicilia rischia di perdere una fetta importante di prodotto interno lordo – spiegano ancora dalla Uiltec – Basti pensare che nei flussi export della bilancia commerciale dell’Isola, petrolio, chimica e produzione di raffinati contano più dell’80%. Intervenga, quindi, il governo regionale, a tutela degli interessi dei siciliani; dalle minori produzioni di Eni arriveranno minori entrate fiscali per la regione, minori risorse, pari a zero o quasi, per gli enti locali, Comuni, che non incasseranno royalties: il sindacato farà la sua parte, indugiare non serve più”.

Sul fronte della Versalis ci si prepara alla fermata generale di manutenzione, programmata per tutto il mese di marzo, in cui saranno revisionate centinaia di apparecchiature sensibili.