“La mossa del cavallo – C’era una volta Vigata”, stasera in tv su Rai 1

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la mossa del cavallo - film - ragusa

Chiaramonte Gulfi, Scicli, Modica Alta, Ibla, Cava d’Ispica ed alcune ville raccontano di una Sicilia di fine ‘800 alle prese con i problemi della unificazione del Regno ed i primi segnali della questione meridionale

 

Tratta dall’omonimo romanzo di Andrea Camilleri, e a sua volta ispirato a un frammento del saggio “Politica e mafia in Sicilia” di Leopoldo Franchetti (1987), la vicenda ruota attorno alla figura dell’ispettore capo Giovanni Bovara inviato a Montelusa nel 1877 per indagare sull’applicazione della tassa sul macinato, causa di corruzione ed evasione fiscale.

Bovara è nato a Vigata, la città del celebre commissario Montalbano, ma ha vissuto e s’è formato a Genova.

Per questo Bovara, uomo intransigente e puntiglioso, è del tutto estraneo ai meccanismi mafiosi che pervadono la Sicilia. Ma dovrà ben presto adattarsi e imparare a contrastarli, rimanendo invischiato in una faccenda più grande di lui.

Riuscirà a fuggire da una trappola mortale solo dopo aver abbandonato i suoi modi presuntuosi di uomo del nord e dopo aver imparato ad adattarsi e integrarsi col mondo tipico della Sicilia: questa è la sua “mossa del cavallo”.

Recuperando la parlata locale riuscirà non solo a comprendere il significato specifico delle parole ma anche a rigirarle in proprio favore, salvandosi la vita.