“Made in Sicily”, agroalimentare: vero motore dell’economia siciliana

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Secondo l’Osservatorio regionale di Confartigianato, la Sicilia vola per risultati registrando un +6,4%

 

Aumenta l’export dell’agroalimentare siciliano: il “made in Sicily” è sempre più sinonimo di qualità del prodotto.
Il 6,4% in più, che si concretizza in 564 milioni di euro in un anno, secondo l’Osservatorio regionale delle micro e piccole imprese di Confartigianato Sicilia.
Dati importanti, che dimostrano come il territorio siciliano sia ancora dinamico e pronto a lavorare per migliorare sempre di più, in aziende ormai guidate da giovani che guardano al prodotto della tradizione con occhio nuovo.
La provincia più virtuosa è Messina, seguita da Catania e Palermo, mentre per le bevande svetta Trapani. Ottimi risultati anche da Caltanissetta e Enna, che hanno aumentato notevolmente il proprio fatturato.
La Sicilia è al top in Italia per imprenditori agricoli. È infatti la seconda regione italiana per numero di aziende agricole (219 mila), preceduta solo dalla Puglia (oltre 275 mila) e poi seguita dalla Calabria (138 mila), dalla Campania (137 mila) e dal Veneto (121 mila).
La domanda estera è stata fondamentale per la crescita della produzione agroalimentare siciliana. I mercati più interessanti per i produttori isolani sono infatti Stati Uniti, Francia, Germania e Regno Unito.
E già i primi mesi del 2017 hanno registrato un ulteriore aumento dei numeri: da gennaio a giugno l’export di prodotti agricoli siciliani ha registrato un fatturato di oltre 443 milioni di euro.