L’aeroporto di Comiso porta negli Iblei 5 milioni, 200.000 euro annui

77

Per il suo sviluppo sono arrivati pure i fondi ex Insicem, previsto un milione 600 mila euro che andranno a sommarsi ai 4 milioni e mezzo della Regione ai 300 mila euro dell’ex Camera di Commercio di Ragusa

 

Lo studio di Bankitalia dichiara che gli Iblei hanno tratto vantaggio dall’apertura dell’aeroporto di Comiso, avvenuta il 7 agosto del 2013.

A fronte dei quasi 48 milioni di euro di costi per la riconversione da base militare ad aeroporto civile, e al di là di tutte le difficoltà intervenute in questi anni, il Pio La Torre genera sul territorio una ricaduta di oltre 430 mila euro al mese, pari ad oltre 5 milioni 200.000 euro l’anno.

Oltre a rappresentare uno scalo essenziale per i collegamenti tra il Sud-est siciliano e il resto d’Italia, Milano in particolare, il cui volo è da sempre il più gettonato, Comiso registra flussi internazionali di oltre 5 mila unità, da Belgio, Germania, Gran Bretagna.

Proprio partendo da questa autorevole analisi Comiso deve pensare da subito ad ampliare il suo raggio di azione puntando su rotte attraenti e remunerative a cominciare dall’Europa dell’Est e dalla Scandinavia.

Ryanair è praticamente «monopolista» per i voli su Comiso ed il mancato rinnovo della convenzione determinerebbe il blocco. L’Ad di Soaco, Giorgio Cappello, ha confermato i timori manifestati dai sindacati ed ha cominciato già a muoversi.

L’opportunità da non perdere è l’assegnazione dei fondi Ex Insicem da parte del Commissario straordinario della ex Provincia Dario Cartabellotta che prevede un milione 600 mila euro che andranno a sommarsi ai 4 milioni e mezzo della Regione ai 300 mila euro dell’ex Camera di Commercio di Ragusa.