Adesivi protesta lavoratori turchi Zara

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epa02927803 A woman walks past a shop of the Spanish retail shops group Zara, belonging to Spanish textile group Inditex, in Madrid, Spain, 21 September 2011. Inditex announced its 2011 half year results on 21 September 2011. Inditex won 717 million euro between January and June 2011, 14 percent more than same period in 2010. Inditex's sales grew up in all its markets, especially in Asia, and thanks to the raise of the online shopping. EPA/PACO CAMPOS

Appello a clienti su capi in negozi Istanbul, sostegno su social

 

“Il prodotto che state comprando l’ho fatto io, ma non sono stato pagato”: un’etichetta marrone con questa scritta in giallo da qualche giorno appare accanto a quella del prezzo sui capi in vendita in diversi store di Zara e altri negozi di abbigliamento a Istanbul. A metterla, raccontano i media locali, sono stati alcuni lavoratori turchi dell’azienda tessile Bravo, appaltatrice delle multinazionali dell’abbigliamento, denunciando di aver lavorato senza ricevere 3 mesi di stipendio e altre indennità perché “la fabbrica ha chiuso in una notte”.

Una forma di protesta che sollecita la solidarietà dei clienti, con un appello ben preciso: “Chiedete a Zara di pagarci”.

I messaggi invitano inoltre gli acquirenti a sostenere sul web la “Campagna per i capi puliti”, che coinvolge lavoratori che avrebbero prodotto indumenti per Zara, Next e Mango. Un appello raccolto da molti clienti, che hanno condiviso sui social network le immagini delle etichette di protesta.