Il crocifisso di San Michele torna agli antichi splendori

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Il Crocifisso della chiesa di San Michele Arcangelo di Via Francesco Mormina Penna a Scicli  torna agli antichi splendori  dopo un’opera di restauro finanziata interamente da un privato. E’ stato poco più di un mese  per recuperare la scultura  in cartapesta della metà del Seicento.  L’opera restaurata   è stata presentata  ad inizio mese  alla  presenza  del  Sovrintendente di Ragusa, Calogero Rizzuto, il sindaco di Scicli Enzo Giannone, l’assessore alla cultura Caterina Riccotti, le restauratrici della ditta Kermes Srl di Ragusa, Antonella Pancaldo e Alba Paolino, Carmelo Vitale, e l’assistente Simona Criscione; Biagio Gennaro, dell’ufficio tecnico della Curia di Noto, e poi, in un angolo, tra il pubblico chi  ha finanziato il restauro  Padrone di casa era Don Concetto di Pietro, rettore della chiesa.  Il recupero  del crocefisso ha rappresentato  un cantiere didattico, aperto, alle scuole, ai turisti, agli sciclitani, ha permesso, lungo un mese, a tutti di assistere al restauro. Antonella e Alba hanno lavorato in chiesa, accanto all’altare, per mostrare ai visitatori le delicate fasi dell’intervento, e per spiegare quante cure, quante cautele, quanti riguardi bisogna avere per riportare alla luce un’opera d’arte senza snaturarla, restituendone l’originale, e a volte, irrecuperabile, bellezza.  I restauratori hanno spiegato  durante la presentazione dell’opera resturata che  è stato fatto un correttio uso dei materiali gli stessi del tempo in cui l’opera fu realizzata. Degradato, sporco, coperto di polvere. Così si presentava il Cristo in Croce di San Michele. E’ un Cristo con le braccia e la testa mobili, probabilmente perchè in occasione del venerdì Santo veniva deposto dalla Croce e portato in processione per le vie di Scicli.   Nel Crocifisso di San Michele  colpiscono l’agonia e l’intensità del volto, gli occhi abbassati, la bocca semiaperta, che descrivono il momento della morte con grande verità.  Sempre  a Scicli,   si conserva, nella chiesa di San Bartolomeo, anche un crocifisso di 14 centimetri, un Cristo col colonium, una veste sacerdotale, e le incisioni greche ai fianchi.