Dopo Roma, caos 5 Stelle a Ragusa

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Da qualche giorno su stampa e tv nazionali il caso Piccitto va a braccetto con il caso Raggi; ovviamente le proporzioni delle due situazioni amministrative sono diverse, ma in entrambi si è davanti al medesimo “caos a cinque stelle”. Nel capoluogo ibleo, con un gesto che abbiamo definito antidemocratico ed autoritario, l’assessore Martorana (quello che bilancia facile da tre anni con 60 milioni di royalties petrolifere) ed il Sindaco Piccitto (quello che appena eletto aveva gridato ai cittadini dal balcone del Municipio: “Questa è casa vostra!”) hanno deciso di intervenire pesantemente sul bilancio di previsione, già approvato ai primi di agosto, con variazioni per circa 20 milioni di euro, SENZA passare preventivamente dal Consiglio comunale – come invece avviene regolarmente in tutte le amministrazioni di questo Paese. I consiglieri delle opposizioni sono ovviamente insorti ed hanno battuto la maggioranza in Consiglio, avvalendosi pure del voto di una grillina che ci crede ancora! I 15 consiglieri non hanno gradito il tentativo, fin troppo evidente, di bypassare il Consiglio comunale, concepito per forzare eversivamente il sistema democratico dell’Ente comunale. I due re, Piccitto e Martorana, si difendono da ogni accusa affermando che hanno operato per il bene della città e sempre secondo legge. Ma è vero? In realtà le norme prevedono il ricorso alla “variazione d’urgenza” del bilancio, dietro opportuna motivazione, in casi molto particolari; tale procedura consente alla Giunta di modificare i conti con immediatezza, sottoponendo successivamente apposita delibera al Consiglio comunale, che è libero di ratificare oppure no. Ma il “sostituirsi” al Consiglio comunale, che è sovrano in materia di bilancio, ha un suo prezzo: bisogna ottenere la ratifica del Consiglio entro il 31 dicembre, pena la decadenza della delibera di Giunta. Il 16 dicembre scorso il Consiglio comunale di Ragusa si è espresso: TUTTI i 14 consiglieri d’opposizione (Movimento Città, Movimento Civico ibleo, Partecipiamo, Lab 2.0, Insieme, PD) più una grillina dissidente hanno bocciato le “variazioni d’urgenza” – che quindi sono decadute. Da qui il “caos cinquestelle” che sta spopolando sulle pagina di cronaca politica di tutta Italia; ed a ragione, perché da questi passaggi avventuristi delle amministrazioni grilline è possibile ricavare informazioni molto utili sulla reale natura del M5S. Un Movimento che quando è all’opposizione strilla contro i soprusi di chi comanda, mentre quando è al governo dà prova – e spettacolo – di arroganza e incapacità amministrativa. Riguardo al caos di bilancio a Ragusa, è facile notare che dalla Lombardia alla Sicilia, ovunque siano all’opposizione, i grillini contestano pesantemente le “variazioni d’urgenza”; addirittura gli attivisti cinquestelle di Piazza Armerina hanno accusato la Giunta di quella città (che era ricorsa a variazioni d’urgenza) di aver “depotenziato” il Consiglio comunale come si fa con il cemento armato in talune opere pubbliche! Perché quindi a Ragusa si è fatto uso disinvolto delle “variazioni d’urgenza”, mortificando le regole del gioco democratico? “Mancanza di tempo”, afferma Martorana l’assessore al bilancio facile. Poco credibile! La legge infatti consente di intervenire in Consiglio sulle variazioni di bilancio, in via ordinaria, entro il 30 novembre; e 3 su 4 variazioni operate dalla Giunta sono state deliberate tra ottobre e i primi di novembre. C’era dunque tutto il tempo necessario! Perché quindi si è andati avanti con la scelta di forzare il sistema? Arroganza: pura e semplice arroganza grillina! Cosa succederà adesso al Comune di Ragusa? I due monarchi, Piccitto e Martorana, non hanno dubbi: “La palla passa ora al Consiglio!”… Ma il Consiglio non è assemblea rivoluzionaria permanente: molto modestamente, secondo leggi e regole democratiche, si “limita” a discutere e votare provvedimenti proposti dalla Giunta. Eppure ad oggi, di provvedimenti di “riparazione” della Giunta, capaci di salvaguardare almeno gli impegni assunti, nemmeno l’ombra! Questi 20 milioni di euro di “variazioni d’urgenza” diventeranno dunque debiti fuori bilancio, da discutere e riconoscere il prossimo anno in Consiglio comunale? O dovranno in qualche modo rispondere di tasca propria assessori e dirigenti, per impegni assunti senza l’autorizzazione del Consiglio comunale? Questa seconda ipotesi sta facendo letteralmente saltare i nervi ai macchinisti dell’Amministrazione grillina ragusana, che pare stiano studiando manovre machiavelliche invece di fare marcia indietro e confrontarsi con gli effetti nefasti della loro arroganza. I prossimi giorni ne vedremo sicure delle belle e – chissà? – magari il nuovo anno ci regalerà una città liberata da tanta incapacità e arroganza 5stelle!

nota di Carmelo Ialacqua – Consigliere comunale di Movimento Città