Rischio sismico nel padiglione di chirurgia al Busacca

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PUBBLICHIAMO INTEGRALMENTE LA LETTERA INVIATA AL PREFETTO DI RAGUSA, AL MINISTRO DELLA SALUTE, AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI RAGUSA, AL COMENDANTE DEL NAS DEI CARABINIERI, SCRITTA DA ANTONELLO FIRULLO SUL REPARTO DI CHIRURGIA DI SCICLI

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Alla c.a. di Sua Eccellenza il Prefetto di Ragusa, Ragusa

Alla c.a. del Ministro della Salute On. Beatrice Lorenzin, Roma

Alla c.a. del Procuratore della Repubblica di Ragusa, Ragusa

Alla c.a. del Comandante dei NAS Nucleo dei Carabinieri di Ragusa , Ragusa

Al Comandante della Stazione Carabinieri di Scicli

Oggetto: chiusura del reparto di chirurgia dell’Ospedale Busacca di Scicli. Rischio sismico.

Com’è già noto anche all’opinione pubblica, l’Ospedale Busacca di Scicli, pezzo dopo pezzo, sta per essere trasferito tutto all’Ospedale Maggiore di Modica.
Nel caso specifico denunciai in tempi non sospetti e in più occasioni, la probabilità di chiusura del reparto di chirurgia a Scicli quando, già allora, i primi medici furono trasferiti in un sol colpo ed in sordina, allo stesso reparto di Modica.
Or dunque, adesso, con il reparto di chirurgia a Scicli, stiamo assistendo ancora una volta a qualcosa che ha dell’incredibile.
Inizialmente, la scorsa estate, se voluto fare passare una chiusura provvisoria del reparto di chirurgia di Scicli riconducibile alla garanzia delle ferie degli infermieri del reparto che a quanto mi fu dovuto sapere, invece, gli stessi infermieri erano già organizzati e predisposti per i necessari turni imposti nel reparto a Scicli, ovviamente e non a Modica.

Una chiusura quella della scorsa estate con la scusante delle ferie del reparto di chirurgia a Scicli pianificando dettagliatamente ogni passaggio pur di “spogliare” anzitempo il servizio a Scicli.

Fu assurdo usare il pretesto delle ferie per interrompere un servizio dovuto e riconosciuto nel Piano Aziendale chiudendo una Struttura Semplice, la nostra quella di Scicli.
Perché gli infermieri furono utilizzati in altri reparti a Modica anziché per l’attività del reparto di Scicli e garantire il piano ferie degli stessi concordato per mantenere l’attività a Scicli!

E’ ovvio che il reparto di Chirurgia di Scicli era destinato a chiudere definitivamente considerato che fino allo scorso anno, come da piano aziendale vigente, i medici erano tre mentre poi ne rimase soltanto uno ed i posti letto che pima erano 14 da quasi un anno furono ridotti a quattro e addirittura, come si è dimostrato, nel periodo estivo il reparto è stato chiuso fino ai primi di settembre.
Ora, con i fatti di alcuni giorni fa, siamo giunti alla farsa, alla follia, direi, infatti:
in data 15.11.2016 hanno avuto inizio lavori di sgombero del fu reparto di chirurgia del nostro glorioso Busacca.
Diverse stanze, nonostante nel reparto vi era la presenza di pazienti in attesa di ricevere assistenza medica ambulatoriale, furono liberate da mobili, letti, sedie, bombole ossigeno e varie.
All’occasione realizai un video postato pubblicamente sul mio profilo Facebook e con il quale dimostrai i lavori degli addetti allo sgombero.
Quel giorno il medico di turno del reparto di chirurgia all’improvviso si è ritrovato senza la stanza ambulatoriale, già sgomberata ed è stato costretto, addirittura, a ricevere i pazienti nella sala operatoria, conseguenza che constatai personalmente.

Successivamente seppi che lo sgombero delle stanze del reparto di Chirurgia fu dovuto al trasferimento nello stesso plesso o padiglione dei reparti ambulatoriali della Cardiologia, Reumatologia e della Neurologia, prima in un altro plesso, oggi funzionanti nonostante l’inesistenza di una sala di attesa, come previsto dalla legge, infatti i pazienti sono tutti “ammassati” in quel piccolo corridoio esistente e con un unico bagno, peraltro, non idoneo ed inaccessibile per una persona diversamente abile e totalmente difforme a quanto previsto dalla normativa vigente in materia di eliminazione delle barriere architettoniche D.M. 14 Giugno 1989 236/96 art. art. 3 (accessibilità), 4.1.6 e 8.1.6; Legge 104 del 5 Febbraio 1992 n. 104 art. 24 e D.P.R. 24 Luglio 1996 n. 503 art. 13.
È di alcuni giorni fa la notizia che il reparto di chirurgia del Busacca è stato chiuso. Un’azione che mi aspettavo ma non dopo un normale controllo dei Nas, il Nucleo dei Carabinieri di Ragusa, avvenuto il giorno prima della chiusura. Di colpo all’indomani quel poco che esisteva nel reparto è stato smantellato di fretta e furia e trasferito al Maggiore di Modica, medici e infermieri compresi. Il reparto di Chirurgia del Busacca spogliato di tutto e chiuso!!! Furono tante le polemiche messe subito in atto dai cittadini sciclitani, dal neo sindaco in primis. Ed allora il manager in persona con il direttore sanitario del Maggiore di Modica rassicurano tutti che trattasi di una chiusura “momentanea” e non definitiva.
Come già accaduto anche questa volta
non c’è stata la minima organizzazione preventiva e necessaria per uno sgombero a mio parere ingiustificato. Una chiusura provvisoria? Ho i miei dubbi, forti dubbi!!! Invece, forse, il manager Asp, il dottore Arico’ e il dottore Bonomo, direttore sanitario del Maggiore di Modica e del Busacca, qualche verità la celano nonostante l’evidenza!! Sembra a quanto mi è dovuto sapere, che il plesso dove esisteva la chirurgia ed oggi sono operativi altri reparti ambulatoriali, non è nelle condizioni strutturali per ricevere alcuno reparto medico ne tanto meno medici, infermieri e pazienti in quanto, sembra, che il plesso è inagibile perché non idoneo contro gli eventi sismici. Posto che già prima gli spazi nel plesso della Chirurgia erano comunque insufficienti per il reparto stesso e agli altri reparti ambulatoriali aggiunti dopo, mi chiedo come sia possibile che nessuno, dico nessuno all’Asp si era mai reso conto del pericolo incombente in una struttura pubblica non in sicurezza antisismica che, se vero, avrebbe causato e può causare pesanti danni ai pazienti e alle persone presenti ignare del pericolo atteso che i reparti ambulatoriali, già trasferiti di fretta e furia nello stesso plesso del fu reparto di chirurgia sono ancora lì operativi. Perché nessuno a mai fatto una verifica? Quindi possiamo ipotizzare, se così fosse, che la chiusura del reparto di chirurgia è dovuta forse alla inagibilita’ del plesso ai fini antisismici e non ad altro e dubito che possa trattarsi di una chiusura “provvisoria” anche perché la direttiva del Ministero della salute parla chiaro e dice:
<<Attualmente, gli impegni assunti dalle Regioni interessate dai Piani di
rientro con i programmi di investimenti in edilizia e tecnologie sanitarie, oltre alla
necessaria messa a norma delle strutture e delle attrezzature, tendono comunque
alla chiusura di strutture ospedaliere di piccole di dimensioni. Questa tendenza
ad eliminare dalla rete ospedaliera territoriale i piccoli nosocomi, che nella
maggior parte dei casi si presentano ormai vetusti, a favore di nuovi presidi
sostitutivi di maggiori dimensioni fa sperare in nuove costruzioni che rispettino
tutte le norme di sicurezza vigenti incluse quelle antisismiche>>. Nevvero, infatti, che il Busacca non è dotato di un “piano fuga antisismica” come previsto dalla legge ne mai l’azienda sanitaria abbia pensato fino ad oggi a riparare ad un pericolo sismico in una zona, peraltro, ad alto rischio. Sono, purtroppo, sempre più convinto che il nostro Ospedale Busacca per l’azienda sanitaria è un “peso” e non solo economico e la migliore soluzione, per loro, è la chiusura, nevvero che la direttiva nazionale giustifica i tagli alla sanità così: <<una struttura ospedaliera totalmente o parzialmente inefficiente può, quindi, compromettere i risultati dell’intera organizzazione sanitaria>>. Si preferisce chiudere il nostro ospedale invece di investire su di esso con la messa in sicurezza dei plessi non agibili e renderlo un “fiore all’occhiello” come lo era della sanità Iblea e della Sicilia.
Eppure al Busacca gli spazi e le stanze nei plessi agibili per inserire altre attività mediche ci sono come nel plesso “N”, dove ancora oggi c’è il Pronto Soccorso, spogliato anch’esso e tra poco chiuso definitivamente per lasciare posto ad un ambulanza medicalizzato, dove esistono due reparti interamente ristrutturati e probabilmente idonei ai fini antisismici ma da sempre chiusi, costati milioni e milioni di euro di somme dei contribuenti?

Ho difficoltà nel comprendere il motivo per cui i soldi dei contribuenti sono spesi cosi malamente a discapito della collettività, dei cittadini che pagano le tasse, dei pazienti che rischino la vita per non avere il giusto diritto alla salute e alla quale si celano anche i fatti evidenti. Infine mi chiedo se il plesso dove sarà allocato il reparto dei neurolesi con i suoi 24 posti letto, è agibile ai fini antisismico. Certo se non lo è sarebbe un brutto colpo per l’azienda sanitaria dopo tanto rumore per un reparto che è benvenuto nel nostro ospedale ma che purtroppo non salva la vita nell’immediato a noi sciclitani come lo e l’impatto d’emergenza con un pronto soccorso d’eccellenza in una Scicli ora nota in tutto il mondo.

Scicli, 27 Dicembre 2016 Tanto dovevo,
Antonio Firullo