Diplomi facili, 80 denunce; e non è ancora finita…

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80 persone denunciate tra Ispica, Rosolini, Licata, Canicattì e Acireale per truffa, falso, abuso di ufficio e rivelazione di segreti di ufficio. E’ l’indagine, complicata, della guardia di finanza, che ha smascherato un’organizzazione a delinquere per conseguire diplomi ‘facili’ che costavano 3.500 euro a studente. Lavoro cominciato due anni fa su un giro di affari dietro il rilascio di diplomi ed attestati professionali, che ruota attorno ad una scuola privata con sede a Ispica e Rosolini, gestita da due coniugi, entrambi dipendenti pubblici, ripetutamente assenti dal lavoro, grazie alla compiacenza di medici che hanno rilasciato certificazioni per patologie inesistenti. Intercettazioni, appostamenti, pedinamenti e osservazioni, hanno dimostrato di studenti solo formalmente iscritti negli istituti paritari, dove andavano saltuariamente per simulare prove didattiche. Durante la maturità, un centinaio di candidati l’anno, andavano negli istituti paritari di Licata, Canicattì ed Acireale e lì, grazie a docenti compiacenti, erano più che agevolati a superare scritti e orali, usando cellulari e le classiche ‘cartucciere’. Le fiamme gialle, hanno pure scoperto come nello scritto di italiano, i titoli dei temi fossero sviluppati da un pool di professori –creato alla bisogna– e messi a disposizione degli studenti via mail o distribuiti ‘brevi manu’ dai membri interni. A proposito poi delle verifiche periodiche durante l’anno scolastico, i docenti davano agli studenti i titoli dei temi, in modo che se li facessero a casa, per poi essere a disposizione degli istituti di riferimento per le valutazioni e l’inserimento nei rispettivi fascicoli personali. Le prove scritte di tutte le altre materie, con la complicità dei docenti, sono state materialmente ‘copiate’ dai diplomandi direttamente nelle scuole e da fogli con soluzioni già indicate. Nessuno degli studenti poi, è mai stato interrogato durante l’anno, contrariamente a quanto scritto nei registri. Pubblici ufficiali e gli incaricati di pubblico servizio delle scuole paritarie coinvolte, dietro il pagamento di pseudo ‘rette’ da 3.500 euro a studente, precostituivano il carteggio scolastico ‘falso’ di registri, pagelle, scrutini, crediti ed esami di ammissione, utile a ricostruire fittiziamente il percorso didattico, dotando gli studenti di un curriculum valido per l’ammissione alla maturità. Indagini snodate anche attraverso perquisizioni domiciliari e nelle scuole coinvolte, con presidi nelle prove d’esame, scrutini compresi. Due i filoni investigativi: i gravi e ripetuti casi di assenteismo dei principali indagati –grazie alle fale certificazioni dei medici conniventi– e l’indebito rilascio di attestati professionali a fronte di corsi mai fatti. Le perquisizioni, disposte dalla Procura hanno prodotto un grosso sequestro di carte, documentazione extracontabile sugli incassi conseguiti dall’organizzazione: denaro contante e titoli di credito per 511.000 euro. L’organizzazione, agiva dal 2007; ha conseguito introiti per 2 milioni e 100.000 euro. Le verifiche fiscali nei confronti delle persone coinvolte, hanno constatato violazioni di Imposte Dirette per un milione e 400.000 euro, 215.000 euro di IVA e un milione e 120.000 euro dell’imposta regionale sulle attività produttive. 80, come detto, le persone denunciate: gli organizzatori, una settantina tra presidi, professori e personale di segreteria tra Ispica, Rosolini, Licata, Canicattì e Acireale