La riscoperta dei Grani Antichi Siciliani

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Tornare indietro per andare avanti e dunque recuperare, riscoprire, valorizzare quanto abbiamo dimenticato. E’ questo il lavoro che, l’uomo d’oggi, deve condurre e che, in parte, sta conducendo. Rivisitare il passato, comprendere le proprie radici e, alla luce della scienza e tecnica moderna, giustificare quello che i nostri nonni facevano con semplicità.

Questa riflessione si può applicare alla riscoperta dei grani antichi siciliani che, da qualche anno, vengono richiesti e preferiti ai grani “moderni”.

I grani antichi siciliani, quali timilia (o tumminia), margherito, russello, svalutati negli ultimi sessant’anni, stanno nuovamente emergendo per le qualità e le proprietà che le caratterizzano. A differenza della farina comunemente usata,infatti, i grani antichi siciliani danno vita ad una farina ad alta digeribilità, alto contenuto di fibre, basso indice di glutine e ricca di microelementi ed oli essenziali.

Ancora meglio se la macinazione avviene con il metodo tradizionale a pietra. Questa infatti non altera la temperatura del grano e permette la conservazione delle proprietà contenute in esso.

Il Molino Latina di Giarratana sta portando avanti un lavoro di riscoperta e valorizzazione di queste farine permettendo, a chi non possiede grano da macinare, di poter usufruire della farina dei grani antichi nelle confezioni da 1/2kg, 1 kg, 5 kg e 10 kg (acquistabili presso il molino) e, a chi possiede il grano, di macinarlo in presenza dello stesso, garantendo così l’ottenimento della”propria farina”.

A questo proposito Ragusatelegraph ha condotto un’intervista a Rosario Latina, titolare del Molino omonimo.