La Pineta di Chiaramonte continua a bruciare

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Brucia da 48 ore la Pineta di Chiaramonte Gulfi. L’incendio in queste ore si è ulteriormente propagato, muovendosi su due fronti, in direzione Monterosso e in direzione Chiaramonte.  I vigili del fuoco, la protezione civile e la forestale continuano a lavorare senza sosta per avere ragione delle fiamme in una situaizone molto difficile resa ancora più complicata dal vento che in questi giorni sta interessando l’area iblea. I danni sono incalcolabili, difficile al momento quantificarli, l’unica cosa certa è lo stato dei luoghi dopo la devastazione: una vastità di cenere che certifica la morte del suggestivo bosco; un’immagine che ferisce gli occhi ed il cuore. Una catastrofe immensa; un vero e prorpio delitto compiuto contro la vita. È vita quella che scorre nelle linfe degli alberi sulla montagna, dei cespugli che infoltiscono la macchia mediterranea, degli arbusti e dell’erba e dei fiori; è vita quella degli animali, che popolano la pineta e che sono stati sterminati; è vita anche l’ossigeno che dava respiro e ora è distrutto alla sua stessa fonte, lasciando in un deserto di cenere. Non a caso infatti, ieri il sindaco di Chiaramonte Vito Fornaro ha lanciato un appello ai suoi cittadini e chiede la loro collaborazione per individuare i responsabili: “Chi sa, oppure ha visto, parli, perché bisogna individuare i colpevoli di questo scempio ambientale”. Anche sul fronte delle indagini si lavora senza sosta perché è chiara l’origine dolosa dell’incendio: i due focolai più consistenti sono partiti in contemporanea da c.da Muti a c.da Pezze ma si contano altri punti di innesco.  In queste ore si registra, intanto, una nota di Legambiente che lancia un appello al governo regionale affinché si punti su una maggiore prevenzione e tutela del territorio e delle aree boschive e denuncia, anche in questo caso, la latitanza della regione siciliana che l’ha ancora una volta contraddistinto. E a proposito di violenti incendi, ieri si sono vissuti momenti di paura a Noto, nella cosiddetta zona del fiume, a ridosso della stazione della città barocca. Una nube altissima fin dalle cinque del pomeriggio era visibile percorrendo la strada che da Avola porta verso Noto.  Si è reso necessario l’intervento dei canadeir per canadair frenare l’azione delle fiamme. Anche in questo caso l’incendio sarebbe di orgine dolosa